D'amore e di morte

 Post serio e pure un po' impegnativo.


C'è stato un momento lungo in cui i medici mi dicevano che non sarei arrivato a fine settimana.

Ero sedato e stavo male come non pensavo si potesse stare.

Non ricordo tutto; non è stato bello.

Non riuscivo a prendere sonno mai solo la sera, quando venivano con una grande siringa che mi metteva ko seguita da una flebo che mi teneva ko ad libitum cioè fino a che non la levavano a patto che dolore, nausea, vomito non eccedessero in virulenza. Allora mi "svegliavo" lo stesso ed ero, credo, piuttosto delirante .

Mi raccontano che un paio di notti ho urlato e cercato di strapparmi tutto.

Nonostante il dolore e la stanchezza non riuscivo ad addormentarmi spontaneamente mai e il motivo era evidentemente psicologico.

Ci ho dovuto pensare aiutato dalla psicologa delle cure palliative, servizio pubblico una rarità purtroppo, pure brava.

Ed alla fine ho capito: chiudere gli occhi è un anteprima della morte ed io avevo paura di morire, del vuoto, di cosa c'è dall'altra parte (se c'è un altra parte)

Riflettendoci e parlandone in qualche modo l ho risolta. Ho capito che poteva succedere ma sarebbe successo con serenità tenendo la mano di mia Moglie  ed avendo vicino i miei figli che erano lì e ci sarebbero stati

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